{"id":65,"date":"2021-12-11T16:29:01","date_gmt":"2021-12-11T16:29:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/?page_id=65"},"modified":"2021-12-16T16:18:18","modified_gmt":"2021-12-16T16:18:18","slug":"ito-de-rolandis","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/?page_id=65","title":{"rendered":"Ito De Rolandis"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-medium is-style-rounded\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"338\" src=\"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ito-de-rolandis-2-600x338.jpg\" alt=\"Ito De Rolandis\" class=\"wp-image-328\" srcset=\"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ito-de-rolandis-2-600x338.jpg 600w, https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ito-de-rolandis-2-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ito-de-rolandis-2.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ito De Rolandis di Castell&#8217;Alfero \u00e8 stato il presidente dell&#8217;associazione culturale Leon Battista Alberti dal dicembre 1994 al 2020.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">De Rolandis \u00e8 nato ad Asti nel 1934 e si \u00e8 laureato presso l&#8217;Universit\u00e0 di Torino. Giornalista professionista, \u00e8 stato redattore del Giornale Radio della Rai, nel 1954 ha partecipato alla nascita del Telegiornale e alla fase iniziale della TV con Piero Angela, Enzo Tortora, Emilio Fede, Gian Paolo Piana, Silvio Geuna. E&#8217; in questo periodo che sotto la direzione di Giovanni Viarengo ha dato vita a programmi televisivi di divulgazione scientifica artistica e culturale, compreso il settimanale radiofonico domenicale regionale Bund\u00ec Ciarea.<br>Dal 1961 al 1981 \u00e8 stato alla Gazzetta del Popolo di Torino con Arturo Chiodi, Giorgio Vecchiato e Michele Torre.<br>Ha collaborato per molti anni con Il Messaggero di Roma, Il Secolo XIX di Genova, Il Resto del Carlino di Bologna, La Nazione di Firenze, l&#8217;agenzia ADN Kronos e con settimanali e mensili italiani e stranieri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ito De Rolandis, testimone di molti dei maggiori avvenimenti di attualit\u00e0 degli ultimi cinquant&#8217;anni, ha scritto numerosi saggi e opere di narrativa.<br>Tra gli altri, Giovanni XXIII il Papa Buono, Torino Dopoguerra, Cara e Vecchia Torino, Oltre la cronaca, Attacco alla Sindone, Enrico Berlinguer, Maria Jos\u00e8, Europa Anno zero, La terra sconfitta.<br>Con Nel nome di Asti (1991) romanzo storico-medievale, ha vinto due premi letterari: Venezia &#8217;93 e I due Cesari.<br>E&#8217; stato apprezzato per il suo stile semplice, chiaro e piacevole, particolarmente avvertibile non solo nei servizi giornalistici destinati a periodici specializzati ( Scienza, Scienza 2000, Scienza e Vita, Ricerche, ecc.), ma anche nei programmi radiofonici e televisivi di cui \u00e8 stato autore. In questo settore ha curato per la BBC di Londra decine di documentari di varia: sulla conquista dello spazio, naturalistici e tecnici, ed \u00e8 stato fondamentale divulgatore dei comunicati scientifici aerospaziali della NASA destinati ai media di lingua italiana.<br><br>Nel 1974 ha partecipato alla stesura della riduzione de L&#8217;Ussaro sul tetto di Jean Giono, per l&#8217;omonimo film con la regia di Jean Paul Rappeneau. Una grande produzione nella quale viene rievocata la figura dell&#8217;avo del giornalista, medico del colera Giuseppe Maria De Rolandis di Castell&#8217;Alfero, fondatore della &#8220;Gazzetta Medica&#8221; (1835) e dell&#8217;Accademia di Medicina torinese (1838), partecipante con Champollion alle spedizioni in Egitto che portarono alla scoperta della Stele di Rosetta, autore di 23 ricerche sul &#8220;Colera morbus&#8221;, medico personale di Carlo Alberto di Savoia, morto a Torino dopo aver donato alla citt\u00e0 il &#8220;Regio Ricovero di Mendicit\u00e0&#8221; di corso Casale ove si conserva un suo busto marmoreo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Ito De Rolandis nel 1983 per il suo documentario Volano Targati &#8220;G&#8221; sono stati assegnati due riconoscimenti: a Londra il premio internazionale &#8220;Sky&#8221;, a Torino il premio &#8220;Aeritalia&#8221;. Il filmato \u00e8 l&#8217;unica testimonianza televisiva della straordinaria vita dell&#8217;ing. Giuseppe Gabrielli, gi\u00e0 presidente della Fiat Avio, realizzatore di 128 aerei, dal G-2 al G-91 al G-222.<br>I.D.R. ha scritto nel 1990 due nuovi saggi: Cronache dell&#8217;impossibile e Misteri che trattano episodi inseriti nella letteratura del paranormale esaminati da illustri studiosi e scienziati, alcuni dei quali emeriti Nobel quali Rita Levi Montalcini, Richard Leakey, Paul McLean, Carlo Rubbia, Norberto Bobbio, Donald Johanson e altri. Nel 1994 ha vinto il premio &#8220;Diamond&#8221; per i suoi studi sulla Sindone. In questo settore ha svolto un&#8217; approfondita indagine sul recupero dei Rotoli del Mar Morto di Qumran in collaborazione con il prof. Omar Kardline del Museo del Cairo. L&#8217;anno seguente ha pubblicato in copia anastatica il diario scritto da San Carlo Borromeo nel 1578, quando il cardinale milanese accompagn\u00e0 a piedi il Telo da Chambery a Torino, con Emanuele Filiberto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1996, in seguito ai dubbi espressi da alcuni sull&#8217;autenticit\u00e0 del Lino che secondo la tradizione cristiana accolse il corpo di Cristo deposto dalla Croce, ha steso i volumi &#8220;Mistero e realt\u00e0 della Sindone di Torino&#8221; e &#8220;L&#8217;immagine dal non conosciuto &#8211; Ci\u00f2 che la Chiesa non ha ancora detto&#8221;.<br>Sul finire degli anni novanta, col supporto di molte fotografie d&#8217;epoca, ha realizzato una ricerca sulla nascita della Tv a Torino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nipote diretto di Giovanni Battista De Rolandis, ideatore del Tricolore con Luigi Zamboni, Ito De Rolandis ha svolto rigorosi studi sulla genesi della bandiera Italiana avvalendosi dell&#8217;archivio storico di famiglia oggi in parte conservato presso il Comune di Castell&#8217;Alfero (&#8220;Origine del Tricolore&#8221; editore Piemonte in Bancarella ), e sulle prime insurrezioni di Bologna, Napoli, Milano, e Novara, sfociate nei primi moti del Risorgimento. Sollecitato dall&#8217;Universit\u00e0 di Bologna, ha concesso (1997) l&#8217;esposizione della prima coccarda Tricolore Italiana a quel Museo, riservandone la propriet\u00e0 alla famiglia.<br>Con l&#8217;aiuto di ricercatori delle Universit\u00e0 italiane e francesi, del Centro di Studi Storici di Bath (Gran Bretagna), e dell&#8217;Istituto Napoleon di Parigi, continua a reperire fondamentali documenti per una revisione della storia patria risorgimentale. Alcuni sono stati pubblicati nel 2008 nel volume Orgoglio Tricolore.<br>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Domenica 31 Maggio 2020 Ito De Rolandis ci ha lasciato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ito De Rolandis di Castell&#8217;Alfero \u00e8 stato il presidente dell&#8217;associazione culturale Leon Battista Alberti dal dicembre 1994 al 2020. De Rolandis \u00e8 nato ad Asti nel 1934 e si \u00e8 laureato presso l&#8217;Universit\u00e0 di Torino. 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