{"id":234,"date":"2000-12-01T09:52:00","date_gmt":"2000-12-01T09:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/?p=234"},"modified":"2021-12-22T13:38:11","modified_gmt":"2021-12-22T13:38:11","slug":"la-liberta-che-cambia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/?p=234","title":{"rendered":"La libert\u00e0 che cambia"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"200\" height=\"293\" src=\"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/book1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-235\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-large is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u201c<em>La nostra vita ha bisogno di significato, e molto di ci\u00f2 che avviene nel mondo moderno milita contro questa esigenza. In questi anni prossimi alla fine di un secolo cruciale, c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di migliorare il saldo umano del cambiamento sociale. Chi \u00e8 disposto ad andare in questa direzione trover\u00e0 forse di suo genio alcune delle riflessioni contenute in questo libro.<\/em>\u201d<\/p><cite>Ralf Dahrendorf, La libert\u00e0 che cambia (1995)<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con questa frase Dahrendorf conclude la prefazione&nbsp;alla edizione del 1994 del suo testo sull\u2019analisi delle societ\u00e0 avanzate contemporanee d\u2019occidente e sulla necessit\u00e0 di un mutamento d\u2019orizzonti del liberalismo, della sua futura prassi, indicando finanche le linee guida di un atteggiamento culturale nuovo che si attagli ad una realt\u00e0 sociale la cui complessit\u00e0 multiforme vediamo palesemente ogni giorno sottrarsi agli schemi irrigiditi e inadeguati della politica attuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per sua stessa ammissione \u201cLa libert\u00e0 che cambia\u201d non \u00e8 tuttavia un libro di carattere strettamente politico bens\u00ec teorico, ma compare, per nulla invecchiato dal \u201979 anno della sua prima edizione tedesca (Dahrendorf lo consider\u00f2 allora apparso prematuramente) in un\u2019epoca della nostra storia in cui l\u2019immaginazione sociologica, la capacit\u00e0 e la volont\u00e0 di costruire il mondo, si mostrano come risorse assai carenti in un clima stagnante nel quale sembra sia impossibile andare oltre la gestione dell\u2019esistente, in cui ogni forma di idealit\u00e0 sembra di per se stessa scandalosa se non rivoluzionaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In parecchi luoghi del suo testo l\u2019autore tenta di riannodare il legame che in passato comprendeva in un\u2019 unit\u00e0 inscindibile la filosofia politica alla pratica di governo della societ\u00e0 e non v\u2019\u00e8 dubbio che uno dei suoi scopi fondamentali sia proprio quello di riportare il pensiero, il contenuto dei prodotti della mente o di ci\u00f2 che meglio ancora egli definisce \u201cl\u2019egemonia delle idee nella sfera dell\u2019azione\u201d di modo che questa non finisca per tradursi nell\u2019anomia individuale o per i gruppi dotati di identit\u00e0 in quel disorientamento che \u00e8 frutto dell\u2019automatismo dell\u2019azione quando non \u00e8 sostenuta da quel pensiero che egli definisce, come vedremo, di natura rappresentativa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Primo passo nell\u2019analisi di Dahrendorf \u00e8 la definizione del concetto di libert\u00e0 che anzich\u00e8 preoccuparsi di illustrare sinteticamente come d\u2019abitudine a partire dal pensiero democratico pi\u00f9 antico per giungere alle tesi del liberalismo classico ( libert\u00e0 come aspirazione alla massima felicit\u00e0 in Aristotele ,libert\u00e0 come massima utilit\u00e0 in Bentham, libert\u00e0 come massimo oggettivo benessere nel modo attuale) egli descrive come campo delle possibili chances di vita per ciascun individuo. Questo concetto, quello delle life chances (che noi chiameremo occasioni di vita) egli definisce ulteriormente in modo disgiuntivo come composto da tre essenziali caratteristiche che lo implicano e lo rendono dispiegabile. Si tratta di tre valori specifici: i diritti positivi, la disponibilit\u00e0 di beni, le \u201clegature\u201d (entitlements, provisions, ligatures). I primi due come egli specifica sono attinenti alle opzioni di vita in regime di libert\u00e0, il terzo riguarda il significato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo una ridefinizione, nel rispetto della tradizione liberale, del principio del diritto positivo (entitlement) in quanto appartenente alla sfera dell\u2019individuale in opposizione al dubbio concetto di diritto come fenomeno prevalentemente sociale che ebbe particolare rigoglio durante gli anni settanta e un\u2019analisi dei guasti prodotti negli anni ottanta dalla convinzione secondo la quale al massimo del benessere doveva corrispondere la concentrazione quasi esclusiva sulla disponibilit\u00e0 di beni (provisions) si dedica ad analizzare quello che considera il problema fondamentale degli anni novanta e di quelli a venire, ovverosia a denunciare il pericolo che nel prestare solamente attenzione ai diritti positivi (la cui difesa non \u00e8 mai comunque da considerarsi scontata) e alla disponibilit\u00e0 di beni si rischi di distruggere :\u201d i nessi pi\u00f9 profondi che connettono le persone alle loro comunit\u00e0\u201d quei nessi che egli chiama legature (ligatures).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella prefazione egli commenta in particolare riguardo alla situazione italiana : \u201c&#8230;sono venuto sempre pi\u00f9 associando il concetto di legature a quello della societ\u00e0 civile. Una societ\u00e0 civile offre ai propri cittadini una\u201d home\u201d, oltre ai diritti che loro spettano. In Polonia \u00e8 stata l\u2019incapacit\u00e0 di distruggere la societ\u00e0 civile a causare alla fine la disfatta dei comunisti: Certo la societ\u00e0 civile non \u00e8 tutto. L\u2019Italia \u00e8 un modello di societ\u00e0 civile, ma \u00e8 stata a lungo una societ\u00e0 civile senza uno Stato. Almeno, non vi erano strutture che meritino il nome di Stato. Il problema presente dell\u2019Italia \u00e8 di creare queste strutture senza distruggere la societ\u00e0 civile. Tutti coloro che, come chi scrive, amano l\u2019Italia per la sua vitalit\u00e0 e libert\u00e0 sperano che il grande esperimento di riforma dall\u2019interno abbia successo. Le legature della societ\u00e0 civile saranno un fattore determinante.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quali sono le condizioni necessarie perch\u00e9 l\u2019individuo nella nostra societ\u00e0 possa godere delle chances di vita pi\u00f9 ampie possibile? Il concetto viene da Dahrendorf pi\u00f9 precisamente delimitato con l\u2019assumere che esse sono \u201c le impronte della esistenza umana nella societ\u00e0\u201d: definiscono in sostanza fino a che punto l\u2019individuo pu\u00f2 svilupparsi e sono la stessa traccia storica dell\u2019evoluzione sociale. Tali impronte (le forme di vita della societ\u00e0) rappresentano dunque per l\u2019autore il grado di misura delle eventualit\u00e0 del progresso possibile, la cui natura va oggi confrontata con il mutare dell\u2019unico tipo di progresso attualmente certo, quello scientifico-tecnologico a cui, per drammatica contraddizione, non corrisponde altrettanto sviluppo etico-morale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo Dahrendorf per quanto le societ\u00e0 moderne&nbsp;abbiano visto maturare, proprio a causa degli squilibri impliciti nel progredire tecnicamente, le proprie tensioni e crisi interne, sembra esserci, a causa della catena ormai consolidata di diritti positivi fondamentali di carattere istituzionale un aumento delle quantit\u00e0 di chances di vita esistenti e del numero di persone per le quali esse sono disponibili ,mentre, d\u2019altro canto, afferma non potersi ignorare che la tendenza alla uniformit\u00e0 delle credenze e dei valori ha condotto ad una riduzione della complessit\u00e0 del sistema di relazioni tra gli uomini che a sua volta conduce invece ad un calo di chances di vita; paradossalmente il sistema di opportunit\u00e0 che si offrono in variet\u00e0 molteplice nel contesto nel quale viviamo soffre dello stesso vizio di cui sembra essere inficiato il sistema dell\u2019 informazione che ottunde le differenziazioni trasformandosi in un rumore di fondo che tutto permea impedendo di distinguere e di contrassegnare i valori secondo appropriate gerarchie di senso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 il discorso sulle legature, che altro non sono nel linguaggio di Dahrendorf se non le relazioni umane il cui insieme di legami \u00e8 stato in gran parte sciolto proprio per poter porre gli uomini in grado di avvalersi delle opzioni offerte dalla societ\u00e0 moderna tra le quali la riduzione dei conflitti di classe, la diffusione del sapere e, sempre di pi\u00f9, la mobilit\u00e0 nel mondo del lavoro giocano un ruolo determinante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Citando una frase del testo di Lionel Trilling \u201cLa Letteratura e le Idee\u201d egli ricorda la stessa relazione paradossale del liberalismo con i sentimenti degli uomini, per cui da una parte i liberali vogliono che ognuno sia felice, mentre dall\u2019altra tendono a negare le emozioni nelle loro complete possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo modo Dahrendorf pone l\u2019accento sulla esigenza ormai improcrastinabile che la politica, per essere attuale e ritornare ad avere concreta funzione, possa ampliare il proprio ambito di ricerca a bisogni che nelle societ\u00e0 avanzate vanno ben oltre la ricerca del massimo benessere economico. Per dirla con John Stuart Mill : \u201cil principio della massima felicit\u00e0 deve essere riferito non solo a tutta l\u2019umanit\u00e0, ma, per quanto lo consente la natura delle cose, a&nbsp;tutta la creazione sensibile.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa affermazione dell\u2019autore ne illustra il programma: \u201cIl concetto di cui abbiamo bisogno per definire gli obiettivi sociali e politici di un liberalismo attivo deve ancorare le possibilit\u00e0 di crescita umana a modelli di strutture sociali, senza con ci\u00f2 dimenticare che la soddisfazione assolutamente personale del singolo resta auspicabile. Noi abbiamo bisogno di un concetto sociale in senso stretto \u2013 il che significa necessariamente anche storico- di ci\u00f2 che costituisce l\u2019essenza delle societ\u00e0 umane, vale a dire di un concetto che ci metta in condizione di dare sostanza tanto a teorie sociali della trasformazione quanto alla teoria politica della libert\u00e0.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altrettanto chiaro \u00e8 Dahrendorf circa la versione dominante del liberalismo inteso come semplice espressione di libero dominio del mercato:\u201d Io disprezzo quell\u2019atteggiamento negativo che si dice liberale, ma concretamente non \u00e8 qualcosa di molto diverso dalla difesa degli interessi di posizione dei benestanti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 evidente dunque quale sia il suo intento: chiarire il concetto di chances di vita come guida per un nuovo liberalismo che possa ricomporre la divaricazione esistente tra le opzioni possibili nel mondo moderno e la difesa del sistema delle relazioni umane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poich\u00e8 l\u2019elemento morale del liberalismo \u00e8 la convinzione che lo sviluppo delle possibilit\u00e0 dell\u2019individuo rappresenti il fine fondamentale del progresso allora ne consegue che i gruppi, le organizzazioni, le istituzioni sono mezzi finalizzati allo sviluppo individuale. Nelle societ\u00e0 avanzate questo principio \u00e8 minacciato da due tipi di collettivismo: il movimento conservatore con i suoi slogans tipici su legge e ordine che presuppongono un ritorno a posizioni superate e inattuabili per la coscienza moderna e i movimenti rivoluzionari che con le loro parole d\u2019ordine sulla politica fiscale e il controllo degli investimenti si spingono sino ad un egualitarismo terroristico alla Orwell.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come poi le due tendenze abbiano potuto ricomporsi nel mondo contemporaneo attraverso le politiche socialdemocratiche \u00e8 illustrato in questo modo dall\u2019autore: \u201cLa crescita della produzione richiede unit\u00e0 economiche che non siano pi\u00f9 concorrenziali tra loro: tra queste, in importanti settori, la mano pubblica, lo stato. La crescita del reddito reale richiede organizzazioni che, come i sindacati, si avvalgano per parte loro di posizioni di monopolio&#8230;la realt\u00e0 delle moderne economie \u00e8 un sistema misto di ordinamenti proprietari pubblico-privati e di strutture decisionali oligocentriche.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa situazione \u201c \u00e8 possibile cambiare il tema della gestione economica sostituendo a ingenue aspettative di crescita un miglioramenti effettivo della vita degli uomini?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta di Dahrendorf consiste in due proposizioni che possono apparire estreme ma che sono condizione essenziale per la genesi di un nuovo atteggiamento politico il cui fondamento siano le possibilit\u00e0 di sviluppo individuali di ciascuno: sciogliere il matrimonio che lega liberalismo e capitalismo e considerare d\u2019altro canto come esaurita l\u2019alleanza tra liberalismo e socialismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLa quadratura del cerchio\u201d afferma Dahrendorf \u201cche discende necessariamente da queste osservazioni \u00e8 la creazione di una nuova sfera pubblica , che comprenda singoli e organizzazioni e che tuttavia riconosca il primato dell\u2019individuo, oggi il principale tema irrisolto della politica istituzionale liberale.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una adeguata attenzione in questo senso egli dedica ai movimenti e alla loro spinta di opposizione al sistema riconoscendo che: \u201c &#8230;seppure disarticolata, confusa, intricata e difficilmente afferrabile, c\u2019\u00e8 nella richiesta di una nuova qualit\u00e0 della vita una forza che giustamente i detentori del consenso socialdemocratico sentono come minacciosa. Questa forza pu\u00f2 non soltanto sottrarre voti ai partiti del consenso, essa mira al loro cuore, alle ipotesi che stanno alla base del consenso. Vuole cambiare il motivo di fondo e realizzare qualcosa di nuovo: nessuna meraviglia che governo e opposizione, sindacati e associazioni imprenditoriali siano concordi nel condannarla!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una situazione del genere rimangono al liberalismo politico due vie praticabili: una \u00e8 quella della organizzazione di minoranze pensanti composta da quella scarsa percentuale di coloro che diffidano radicalmente delle grandi organizzazioni (che Dahrendorf quantifica nel mondo occidentale attorno al 4, 6 per cento) che promuova la crescita ,l\u2019altra consiste nel riconoscere che oggi il ruolo sociale di ciascuno va oltre l\u2019appartenenza ad una identit\u00e0 rigidamente politica o che, per converso, la politica deve sapersi organizzare per fornire una risposta alle esigenze emergenti di ciascuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c Il compito pratico di un programma liberale del futuro potrebbe essere definito come il tentativo di modificare le condizioni di vita nelle societ\u00e0 moderne in modo che un crescente numero di uomini riesca a basare le proprie decisioni politiche non sull\u2019appartenenza a specifiche organizzazioni ma piuttosto su complesse costellazioni di interessi. Questa potrebbe essere addirittura la definizione del liberalismo come programma di un partito di maggioranza.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo impegno \u00e8 tanto pi\u00f9 urgente quanto pi\u00f9 si intravede la fine della forza storica del sistema di consenso socialdemocratico nel quale Dahrendorf scorge evidenti i segni di delegittimazione incipiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per seguire ancora l\u2019autore alla lettera: \u201cIn un\u2019epoca in cui il grande consenso, nella sua noia, reprime i suoi bisogni di legittimazione, \u00e8 importante soprattutto comprendere ci\u00f2 che accade. Se questa comprensione riuscisse, potrebbe diventare essa stessa una forza del mutamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perci\u00f2 l\u2019impaziente ricerca di comprensione e di progettazione per il futuro diventa il pi\u00f9 importante compito liberale.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla radice di questo programma per il futuro assume particolare rilievo la critica che egli rivolge al malinteso senso e scopo dell\u2019uguaglianza che anzich\u00e8 uniformare le esistenze dovrebbe al contrario saper realizzare diverse vite individuali: \u201c Nella misura in cui l\u2019uguaglianza domina sia l\u2019agire di coloro cui competono le decisioni sia il pensiero di coloro che su di esse riflettono, si vengono a perdere di vista le differenze, che sole possono dare le pi\u00f9 grandi chances di vita al maggior numero di persone; e nella misura in cui, a questa maniera, il pensiero e l\u2019azione politica vengono depauperati, la societ\u00e0 si irrigidisce e diventa incapace di creare quel mondo variegato in cui cento fiori fioriscono sullo stesso fertile terreno.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altrettanto critico \u00e8 Dahrendorf per quanto concerne la tendenza a ridurre all\u2019immobilismo i detentori di cariche elettive i quali non possono fare una mossa senza l\u2019esplicito consenso dell\u2019elettorato che li ha designati: \u201cIl delegato&#8230;non \u00e8 soprattutto in condizioni di dirigere, cio\u00e8 di introdurre il nuovo prima che sia accettato da tutti; gli manca sia l\u2019incentivo sia anche la reale possibilit\u00e0 di prevenire il suo elettorato. Questo \u00e8 abbastanza grave perch\u00e8 significa inattivit\u00e0 al posto di azione, immobilismo anzich\u00e8 progresso. Il processo si conclude nella pietrificazione del rappresentante delegato che finisce per diventare il portavoce di una schiera abbastanza piccola di cittadini: non di tutto l\u2019elettorato, ma di un\u2019organizzazione di partito, non della intera organizzazione di partito, bens\u00ec solo degli attivisti che si possono permettere incontri frequenti e molte ore per sterili discussioni. Al contrario ci sono molti elementi a favore di una accentuazione della necessit\u00e0 d\u2019iniziativa nei processi decisionali di tutte le istituzioni sociali e di incoraggiamento della iniziativa oltre che della resposabilit\u00e0.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ultima parte di \u201cLa Libert\u00e0 che cambia\u201d e dedicata da Dahrendorf all\u2019analisi della distinzione tra le attivit\u00e0 cosidette legittimative (sostanzialmente di carattere politico) e rappresentative (normalmente inscritte nella sfera propria dell\u2019arte e della cultura).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Delle due attivit\u00e0 egli afferma che :\u201d&#8230;differiscono da tutte le altre attivit\u00e0 dell\u2019uomo per il fatto che la loro unione attua ci\u00f2 che si pu\u00f2 chiamare progresso nelle cose umane.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo a patto per\u00f2 che coloro che operano in questi campi possano scambiare e fondere i propri ruoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se Albert Camus ha detto, come Dahrendorf ricorda, che: &#8220;&#8230;l\u2019artista sta in mezzo a tutti, allo stesso livello, n\u00e8 pi\u00f9 in alto n\u00e8 pi\u00f9 in basso, insieme a tutti gli altri che faticano e lottano\u201d \u00e8 giunto oggi il momento in cui la prassi politica oltre che della funzione legittimativa si faccia carico, o si faccia nuovamente carico, della idealit\u00e0 caratteristica delle attivit\u00e0 rappresentative a fronte dei bisogni complessi dell\u2019individuo contemporaneo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cChi tenta di trasformare il mondo senza avere una idea della direzione, senza quindi valersi di scoperte ideali, finisce nel migliore dei casi di compiere un &#8220;<em>acte gratuite<\/em>\u201d pieno di buone intenzioni; il che in effetti ci riporta all\u2019antifilosofia del fascismo, dello stalinismo e del terrorismo. Le attivit\u00e0 legittimative hanno bisogno dei risultati delle attivit\u00e0 rappresentative per qualificare la direzione del mutamento. Le attivit\u00e0 rappresentative danno un senso e un programma. Ma esse danno anche qualcos\u2019altro, la speranza e senza speranza non c\u2019\u00e8 progresso.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che la nostra vita abbia bisogno di significato, come s\u2019era detto all\u2019inizio, e che si debba imparare a intendere questa necessit\u00e0 ormai come principio inderogabile del lavoro politico sta forse la lezione pi\u00f9 pressante, per quanto difficile da attuare, contenuta nel libro di Dahrendorf di cui abbiamo presentato una sintesi assai parziale a causa della ricchezza e vastit\u00e0 di questa sua opera densa quanto articolata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(<em>Walter Falciatore<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"font-size:16px\"><em>Titolo dell\u2019edizione originale: Lebenschancen. Anlaufe zur sozialen und politischen Theorie. 1979, Suhrkamp Verlag , Frankfurt am Main.<br>Versione italiana 1995 Roma \u2013 Bari, Laterza<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-rounded\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"274\" height=\"84\" src=\"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/caffe-s2.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-223\"\/><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione del libro di Ralf Dahrendorf, La libert\u00e0 che cambia<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"","sticky":false,"template":"templates\/template-cover.php","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[30,27,28,6,29,26],"class_list":["post-234","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-pubblicazioni","tag-cultura","tag-dahrendorf","tag-liberta","tag-libri","tag-politica","tag-recensione"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/234","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=234"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/234\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":507,"href":"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/234\/revisions\/507"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=234"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=234"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leonbattistaalberti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=234"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}